Amministratore titolare di partita IVA: come vengono tassati e dedotti dalla società i rimborsi?

Settembre 18, 2019 | in
come vengono tassati e dedotti dalla società i rimborsi

L’amministratore di una società può essere sia un professionista, titolare di partita IVA, che un socio della stessa.

 

Che sia professionista o meno, questa figura svolge funzioni che vanno dalla dirigenza all’organizzazione, rendendosi responsabile delle proprie scelte nei confronti della società. Questo ruolo può essere svolto da più soggetti oppure da una sola persona: in questo caso parliamo di amministratore unico.

 

Capisci che, ogni società, come ad esempio una Srl, deve, per legge, nominare un amministratore. 

 

Compenso e non solo per l’amministratore

 

Per svolgere queste mansioni, l’amministratore, ha diritto a quello che viene definito “compenso amministratore”: somma di denaro che viene erogata all’amministratore di una società di capitali, nella fattispecie la Srl. 

 

L’ammontare del compenso può essere stabilito in due diversi modi:

 

– misura fissa 

 

– o in percentuale sull’utile d’esercizio.

 

Per l’amministratore, questo compenso va a formare reddito che può essere: 

 

– reddito da dipendente (se lavora alle dipendenze della società);

 

– reddito da lavoro autonomo (se è un amministratore professionista).

 

Entrambi, oltre al compenso amministratore, hanno diritto anche al rimborso spese. Ed è appunto di quest’ultimo che ci occuperemo in questo articolo, con particolare riferimento all’amministratore titolare di partita IVA e a come questi vengono dedotti dalla società.

 

Tassazione e deduzioni dei rimborsi spese

 

Nel caso di amministratore titolare di partita IVA, tutti i rimborsi erogati dalla società sono soggetti ad IVA e a ritenuta d’acconto (in buona sostanza come succede per qualsiasi tipo di compenso professionale, l’amministratore fa la fattura ed indica la cifra del rimborso, più IVA e ritenuta).

 

Queste spese possono essere sostenute in due diversi modi:

 

– dall’amministratore e poi la società è tenuta al rimborso.

 

In questo caso le spese che siano di trasferta, vitto ed alloggio vanno inserite in fattura (come detto sopra) concorrendo alla formazione del reddito da lavoro autonomo. La deduzione varia in base a quanto viene riaddebbito alla tua società. Ad esempio:

– se il calcolo viene fatto in maniera analitica, sono integralmente deducibili;

– se viene fatto invece in maniera forfettaria sono deducibili nel limite solo del 75% (il restante è a carico della società) 

– direttamente dalla società.

 

Quando, invece, è la tua società a sostenere direttamente i costi, non deve essere fatta alcuna fattura da parte dell’amministratore, perché non costituiscono alcun compenso né reddito. 

In questo caso, devi ricevere da parte dell’albergo, ad esempio, un giustificativo che attesti l’avvenuto alloggio dell’amministratore della tua società e, solo dopo, potrai portare in deduzione tale costo (abbassando così l’imponibile) in base alla normativa vigente per la categoria di reddito.

Le spese di vitto e alloggio (ristoranti e alberghi) sono deducibili:

– nel limite di euro 180,76 (giornaliere) per la trasferta fuori dal territorio comunale;

– nel limite di euro 258,23 (giornaliere) per la trasferta all’estero.

Completamente deducibile la spesa sostenuta per il viaggio (aerei o treni).

 

E i rimborsi chilometrici e le auto aziendali? 

 

Cosa ben diversa invece per i rimborsi chilometrici, i quali devono essere inseriti in fattura da parte dell’amministratore e, per la società, sono interamente deducibili.

Infine, se concedi al tuo amministratore professionista un’auto aziendale, tali proventi, anche se sono in natura, concorrono alla formazione del reddito da lavoro autonomo. 

In questo caso, la tua società, può dedurre:

–  il costo dell’auto data in concessione nei limiti però del valore del compenso in natura erogato

– qualora il valore è più alto, la tua società deduce solo il 20% del valore massimo fiscalmente riconosciuto, pari a € 18.075,99.

Dunque, hai capito che, tra rimborsi e compensi, la società ha un vantaggio importante per abbattere il carico fiscale. 

 

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