Credito d’imposta ricerca e sviluppo come calcolarlo in presenza di scissioni

Luglio 5, 2018 | in
credito d'imposta ricerca e sviluppo

A tutte le imprese che effettuano investimenti nel settore ricerca e sviluppo viene riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese sostenute, fino a un massimo annuale di 20 milioni di Euro/anno per beneficiario, e computato su una base fissa data dalla media delle spese in Ricerca e Sviluppo negli anni 2012-2014.

Si può beneficiare del credito d’imposta ricerca e sviluppo anche nel caso in cui la società si trovi in presenza di un’operazione di scissione.

La scissione è un’operazione attraverso la quale, il patrimonio di una società viene assegnato ad una o più società, anche di nuova costituzione. Tutto questo in cambio dell’assegnazione ai soci della prima emissione di azioni o quote delle beneficiarie del trasferimento patrimoniale.

Possiamo distinguere due categorie di scissione:

  • totale, quando il patrimonio della società scissa viene attribuito ad una o più società beneficiarie;
  • parziale, si verifica quando una parte del patrimonio della società scissa rimane a quest’ultima.

Il problema che viene posto nel caso di scissione è quello relativo alla corretta determinazione della media di riferimento. Pertanto, ai soli fini della disciplina agevolativa in esame, il criterio da seguire per l’attribuzione del parametro storico di riferimento, non è quello maggiormente utilizzato, ossia il criterio forfettario, ma si faccia riferimento a quello analitico.

Criterio analitico che deve essere seguito anche quando, attraverso tale operazione di scissione, vengono ripartiti più rami produttivi.

La preferenza verso il criterio analitico trova supporto nella considerazione che oggetto dell’agevolazione in commento sono i costi, appartenenti alle diverse categorie individuate dalla norma, sostenuti per lo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo, che normalmente sono svolte senza soluzione di continuità nel tempo.

Tale scelta, inoltre, trova un ulteriore preferenza in quanto il criterio forfettario potrebbe comportare che lo stesso soggetto economico che effettua gli investimenti in ricerca e sviluppo si trovi a beneficiare del credito d’imposta anche nel caso in cui non incrementi di fatto tali investimenti.

Qualora non sia possibile adottare il criterio analitico, è necessario utilizzare un metodo che non risulti dissimile da quello analitico, così da poter tenere in considerazione i costi realmente sostenuti.

Per quanto concerne la modalità di attribuzione dei costi agevolabili, sia nel caso di scissioni totali non retrodatate, sia in quello di scissioni parziali, ciascuna società calcola il credito d’imposta in relazione ai costi direttamente e autonomamente sostenuti.

Supponiamo le società Alfa e Beta, appartenenti allo stesso gruppo, che pongano in essere due operazioni di scissione parziale proporzionale a favore della neocostituita Gamma, con efficacia a decorrere dall’1 aprile 2018.

A seguito delle descritte operazioni:

  • Alfa non svolge più attività di ricerca;
  • Beta continua a svolgere l’attività di ricerca in relazione al ramo di azienda non trasferito.

Si supponga che Alfa:

  • dall’1 gennaio 2018 al 31 marzo 2018, abbia sostenuto costi agevolabili per 35mila Euro;
  • media di riferimento pari a 18mila Euro.

Si supponga che Beta:

  • sostenga per il 2018 costi eleggibili per 100mila Euro (di cui 20mila Euro sostenuti fino al 31 marzo in relazione al ramo di azienda trasferito);
  • media di riferimento pari a 70mila Euro (di cui 12mila Euro relativi al ramo trasferito e 58mila Euro relativi all’altro ramo).

Si supponga, altresì, che la beneficiaria Gamma sostenga nel periodo dall’1 aprile 2018-31 dicembre 2018 costi per attività di ricerca ammontanti a 50mila Euro.

Ai fini del calcolo del credito si proseguirà nel seguente modo:

Credito d’imposta società Alfa

La scissa Alfa deve confrontare i costi sostenuti ante operazione con la propria media di riferimento che, in questo caso, essendo il periodo compreso tra l’1 gennaio 2018-31 marzo 2018, deve essere ragguagliata alla durata del periodo nel quale vengono sostenuti i costi agevolabili, quindi 3 mesi.

Pertanto, il credito d’imposta maturato da Alfa per il 2018 ammonta a 15.250 Euro, pari al 50% dell’eccedenza agevolabile di 30.500 euro, dato da: 35.000 (costi agevolabili) – 4.500 (media per il periodo di riferimento).

Credito d’imposta società Beta

La scissa Beta, considerato che trasferisce solo una parte delle proprie attività di ricerca, è tenuta ad attribuire analiticamente la media storica di riferimento ai due diversi rami aziendali, al fine di confrontare i costi sostenuti nel 2018 con la media di riferimento relativo al ramo aziendale non trasferito e con i 3/12 della media di riferimento relativa al ramo aziendale oggetto dell’operazione.
La società Beta, pertanto, matura per il 2018 un credito d’imposta di 19.500 Euro, pari al 50%  dell’eccedenza agevolabile di 39mila Euro, dato da: ([100.000 – (58.000 + 3.000)]).

Credito d’imposta società Gemma
La beneficiaria Gamma, per il 2018, deve confrontare i costi sostenuti dall’1 aprile 2018 al 31 dicembre 2018 con l’ammontare risultante dalla somma:

  • dei 9/12 della media di riferimento di Alfa;
  • dei 9/12 della media di riferimento del ramo aziendale ricevuto da Beta.

Conseguentemente, Gamma, per il 2018 matura un credito d’imposta di 13.750 Euro, pari al 50% dell’eccedenza agevolabile di 27.500 Euro ([50.000 – (13.500 (media di Alfa) + 9.000 (media di Beta))]).

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