Decreto crescita: tante novità per le imprese, ma anche tanti rinvii

Agosto 7, 2019 | in

Le novità contenute nel Decreto crescita a favore delle imprese sono tante, come tanti sono i rinvii per la loro attuazione. Le agevolazioni fiscali non mancano, ma il problema principale è: 

 

– basteranno per aiutare le imprese a crescere e ad abbattere il proprio carico fiscale (perché, come sai, qualsiasi agevolazione messa a disposizione dallo Stato, ha lo scopo di farti pagare meno tasse)?

 

Questa è quello che molti imprenditori e professionisti si domandano, non trovando ancora una risposta. E lo sai perché? Perché molte delle agevolazioni del Decreto crescita entreranno in vigore non quest’anno e nemmeno il prossimo, ma il 2022/2023.

 

Per l’immediato futuro, poche cose, come ad esempio il super ammortamento.

 

Detto questo, andiamo a vedere quali sono le novità per le imprese.

 

Le 5 principali novità

 

Super ammortamento

 

Come già trattato in questo blog, torna il super ammortamento. L’agevolazione in questione consiste in un aumento o supervalutazione del 130% del costo sostenuto per l’acquisto, anche in leasing, di beni strumentali nuovi (fabbricati, impianti), destinati a migliorare il processo produttivo della tua impresa.

 

Se acquisti un bene strumentale nuovo, soggetto ad ammortamento (quindi costo superiore a 516), il costo originario del bene lo vai ad aumentare, secondo la percentuale detta, e così avrai:

 

un costo deducibile più alto e, conseguentemente, anche le quote di ammortamento.

 

Tutto ciò si traduce in una riduzione della base imponibile sulla quale poi andrai a calcolare l’imposta da versare.

 

Taglio dell’IRES

 

La mini-IRES, introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, viene ampiamente rimodulata, o meglio, viene proprio stravolta. L’agevolazione consiste in una graduale riduzione dell’aliquota IRES sugli utili reinvestiti, facendola passare dall’attuale 24% al 20,05% nel 2022. 

 

A beneficiare della predetta agevolazione non solo le società di capitali come le Srl, quindi solo i soggetti IRES, ma anche i soggetti IRPEF purché in contabilità ordinaria. In questo caso, l’IRPEF, a seconda dello scaglione di appartenenza, subirà una riduzione di 1,5 punti percentuali. 

 

Sostanzialmente, se investi una parte degli utili dell’anno precedente, rispettando determinati requisiti, hai diritto alla riduzione dell’aliquota, che sia IRPEF o IRES.

 

Taglio dell’INAIL

 

Viene previsto, inoltre, anche il taglio delle tariffe INAIL di 600 milioni di Euro, in maniera strutturale. Il problema, però, è che ciò non avviene subito ma solo dal 2023, con uno buco del 2022.

 

Saranno ridotti, quindi, i costi sostenuti dalla tua azienda per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, che è pari ad una media del 32,72%. 

 

Stop all’IMU sui capannoni dal 2023

 

Relativamente all’IMU, è prevista una deducibilità dell’imposta del 70% fino ad arrivare allo stop totale, quindi deduzione del 100% nel 2023. Deducibilità totale (quindi tassa interamente scaricabile) dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo.

 

Praticamente, sui capannoni, purtroppo però non da subito, avrai la deduzione totale della somma versate contribuendo a ridurre, anche qua, la base imponibile sulla quale calcolare la tassazione.

 

Bonus aggregazione

 

Segnaliamo, tra le tante, anche il ritorno del bonus aggregazione a favore delle società risultanti da fusioni, scissioni o conferimenti d’azienda. A differenza delle altre agevolazioni che entreranno a regime nei prossimi anni, questo entra subito in attuazione ma solo fino al 2022.

 

Il bonus consiste nel riconoscimento fiscale gratuito del disavanzo derivante concambio (per un valore non superiore a 5 milioni di euro) che ne deriva da operazioni di fusione e di scissione; ma anche del maggior valore iscritto dalla società conferitaria in presenza di conferimento di azienda.

 

Si tratta di un’agevolazione assolutamente utile che ti consente di ampliare le dimensioni della tua azienda e, al contempo, ti permette di essere più competitivo anche a livello internazionale.

 

In misura minore, però sempre positive

 

Oltre alle principali novità, per le imprese, il Decreto crescita ha riservato altre agevolazioni seppur in un tono minore, però sempre positive per la tua azienda.

 

Si tratta di:

 

– Nuova Sabatini, ti viene consentito di richiedere il finanziamento, per effettuare un investimento, in maniera più semplice. Inoltre, raddoppia il massimale dei prestiti per l’erogazione immediate delle somme fino ad un massimo di 100 mila Euro.

 

– Patent Box, ti viene data la possibilità di poter usufruire direttamente dell’agevolazione attraverso la dichiarazione senza più essere obbligati a presentare l’istanza all’Agenzia delle Entrate.

 

– Economia circolare, pronti 140 milioni di Euro se adotti modelli per il riciclo produttivo nell’ottica dell’economia circolare. Previsto, inoltre, un contributo del 25% se utilizzi prodotti da riciclo e riuso.

 

Ma perché aspettare fino al 2023?

 

Dunque, molte sono le novità fiscali, molto sono le agevolazioni per poter abbattere il carico fiscale. Ma c’è un unico problema: nell’immediato abbiamo poco o niente.

 

Se l’intenzione era quella di aiutare le imprese, possiamo dire che non hanno centrato proprio l’obiettivo, perché le agevolazioni principali, quelle che veramente ti consentono di diminuire il carico fiscale entreranno a regime tra il 2020 e il 2023.

 

E tu puoi aspettare fino al 2023 per pagare meno tasse? Ovvio che no!

 

Abbattere il carico non è mai stato così facile: grazie ad una corretta pianificazione fiscale, qualsiasi impresa può ridurre il pagamento delle imposte in maniera onesta e legale al 100% e sapere in anticipo quanto deve versare; ragion per cui, puoi pianificare al meglio tutti i tuoi investimenti. 

 

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