Differenza tra società di persona e società di capitali

Luglio 10, 2018 | in

Sicuramente non è la prima prima volta che senti parlare di società di persona o società di capitali; questo soprattutto nel momento in cui ti trovi nella situazione di avviare un’attività imprenditoriale.

 

Stando alle disposizioni dell’articolo 2247 del Codice Civile viene definito contratto di società, quel contratto in cui, due o più persone conferiscono beni o servizi per l’esercizio in comune di un’attività economica allo scopo di dividerne gli utili.

 

Tuttavia, anche se lo strumento che viene maggiormente utilizzato per la costituzione di una società sia, indubbiamente, il contratto, è opportuno affermare che, la società, può essere costituita anche mediante atto unilaterale. Pertanto, una società, nonché soggetto esercente attività d’impresa, può essere costituita da un unico soggetto (società unipersonale); oppure da più soggetti, che possono essere rappresentati sia da persone fisiche che da persone giuridiche, che si riuniranno in un’impresa collettiva.

 

Nel nostro ordinamento vengono distinte, in base all’autonomia patrimoniale, due importanti categorie di società:

 

  • società di persona;
  • società di capitali.

 

 

Queste, comparate fra loro, mostrano diverse differenze. Ma quale differenza c’è tra le due categorie societarie?

 

Innanzitutto, prima di analizzare le differenze che intercorrono tra le due categorie, è opportuno individuare come si dividono, ulteriormente, le predette categorie.

 

Pertanto, le società di persona si suddividono in:

  • società semplice (S.s.);
  • società in nome collettivo (S.n.c.);
  • società in accomandita semplice (S.a.s.).

Le società di capitali, invece, in:

  • società per azioni (S.p.A.);
  • società a responsabilità limitata (S.r.l.);
    società a responsabilità limitata semplificata (S.s.r.l. o S.r.l.s.);
  • società in accomandita per azioni (S.a.p.a.).

 

A differenza delle società di capitali, le società di persone non hanno “personalità giuridica”: non sono cioè, per lo Stato, dei soggetti giuridici pienamente distinti dalle persone dei soci. Malgrado quindi tali società possano essere titolari di diritti e doveri, la responsabilità per eventuali inadempienze finisce per trasferirsi sui soci. Di conseguenza, questi rispondono verso i terzi in modo illimitato e solidale (con l’eccezione dei soci accomandanti delle S.a.s.).

Quando parliamo di responsabilità illimitata, significa che un socio, se la società non è in grado di pagare i creditori, risponde con tutto il suo patrimonio personale; mentre quando parliamo di responsabilità solidale significa che un socio risponde anche dei debiti contratti, in nome della società, dagli altri soci: se quindi i beni personali di un socio non sono sufficienti, la sua quota di debito deve essere pagata da tutti gli altri.

 

Pertanto, se al socio risulta qualcosa intestata a suo nome (casa, conto corrente), questo rischia di perderla. Qualora il socio risulta essere in comunione di beni col coniuge, verrà pignorato il 50% del bene in questione.

 

Le società di capitali hanno “personalità giuridica”: sono cioè, per lo Stato, dei soggetti giuridici distinti dalle persone dei soci. È quindi la società, e non il singolo socio, ad essere titolare dei diritti e degli obblighi che nascono dallo svolgimento dell’attività. Pertanto, risulta essere la società, e non i soci, a rispondere nei confronti di terzi.

 

Altra differenza la troviamo in sede di costituzione della società. Infatti, per la costituzione della società di persona non è necessario versare alcun capitale minimo e, quindi, si può costituire anche senza denari. Proprio per tale motivo, i soci diventano responsabili illimitatamente e garanti nei confronti dei creditori.

La costituzione della società di capitale, invece, comporta l’obbligo del versamento del capitale minimo che può essere di:

  • 10mila Euro se si tratta di Srl;
  • 1 Euro se si tratta di Srls.

Naturalmente, chi costituisce una Srls, versa solo 1 Euro e, conseguentemente, risponde per 1 solo Euro. Il problema di questa società sorge nel momento in cui essa deve effettuare un acquisto di un certa somma e deve, per forza di cosa, attingere ad un fondo, costituito dai versamenti effettuati dai soci.

 

Pertanto, la differenza sostanziale tra le due categorie societarie sta nel fatto che:

  • la società di persona è organizzata prevalentemente con la forza lavoro derivante da soci e dipendenti;
  • la società di capitale si basa prevalentemente sul proprio capitale.

 

Il principale rischio della società di persona è il fallimento. Infatti nella fattispecie, si estende ad ogni socio ed al proprio patrimonio, comportanto all’esproprio dei beni principali fuorché i beni destinati alla sopravvivenza. In caso di fallimento, assieme alla società falliscono personalmente tutti i soci con responsabilità illimitata e solidale.


Tuttavia, pur essendo possibile intervenire preventivamente ed effettuare una trasformazione da SP ad SC, non avrebbe alcun senso farla perché i soci continueranno a rispondere illimitatamente e solidalmente dei debiti pregressi.

 

Nelle società di capitali, in caso di fallimento, i creditori potranno avvalersi solo ed esclusivamente del patrimonio societario; il patrimonio del socio rimane, in ogni caso, a riparo da ogni qualsiasi evento. Pertanto, per tale motivo, si può parlare, nelle società di capitali, di autonomia patrimoniale perfetta.

 

Dunque, stabilire se conviene o meno una o l’altra categoria societaria non è di certo semplice perché il tutto dipende dalle esigenze poste in essere dai soci. Naturalmente, è ovvio dirlo, le società di capitali, con buona pace degli adempimenti che le competono, quanto alla responsabilità, consentiranno di vivere con maggiore tranquillità.


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