Forfettario 2019: ma davvero conviene?

Febbraio 27, 2019 | in

La Legge di Bilancio 2019 ha modificato sensibilmente il regime forfettario in vigore dal 2014.

La principale modifica riguarda l’innalzamento della soglia di ricavi consentiti per poter aderire al regime. Se prima, per ogni attività era stabilita una soglia (ad esempio un professionista non poteva superare 30mila Euro di ricavi), oggi non esiste più.

 

Principali novità

 

Infatti, dal 2019, per aderire al regime forfettario è necessario non superare la soglia di 65 mila Euro di ricavi, indipendentemente dall’attività svolta. Su una parte di quei ricavi andrai a pagare poi un’imposta sostitutiva pari del 15%.

Se sei una start up, invece del 15%, per i primi 5 anni andrai a pagare solo il 5%. Essere start-up significa essere un’azienda nuova e non prosecuzione di una nuova e il soggetto che l’avvia non deve aver avuto nessuna attività nell’ultimo triennio.

 

Sono stati eliminati, inoltre il limite:

di spesa per il lavoro dipendente di 5mila Euro e

quello dei beni strumentali utilizzati pari a 20mila Euro.

 

L’altra novità, molto importante, riguarda la partecipazione del soggetto aderente al regime forfettario ad una Srl. Infatti, vengono esclusi dal regime tutti i soggetti che hanno partecipazioni tali da avere il controllo diretto o indiretto in una Srl che esercita la stessa attività.

Nel caso di specie, per poter aderire al regime sarebbe stato necessario “rinunciare” alla partecipazione entro dicembre 2018.

Se invece il soggetto è socio in una Srl che svolge tutt’altra attività, può aderire al regime forfettario.

 

Resta invariata, invece, la possibilità di poter usufruire della riduzione dei contributi INPS.

 

Vediamo adesso se davvero conviene

 

Come dicevamo, l’imposta sostitutiva, andrà pagata non sul totale dei ricavi ma solo su una parte. Perché solo una parte? Perché ogni attività, come già avveniva nel vecchio regime, stabilisce la base imponibile, su cui andare ad applicare quel 15%, forfettariamente attraverso un coefficiente di redditività.

 

La restante parte non verrà tassata, in quanto andrà a costituire quelli che potrebbero essere i costi per la determinata attività. Quindi, un professionista che ha ricavi per 65mila Euro, in base al suo coefficiente di redditività, andrà ad assoggettare ad imposta solo 50.700 Euro. I restanti 14.300 Euro sono ipotetici costi.

 

Quindi, come vedi, nella determinazione della base imponibile non è prevista alcuna deduzione dei costi, sostenuti per svolgere l’attività, come avviene per il regime ordinario.

 

Ecco cosa devi considerare per valutare la convenienza

 

Nella valutazione di convenienza, pertanto, la prima cosa da tenere in considerazione sono i costi. Se questi sono superiori agli ipotetici stabiliti dal coefficiente di redditività, allora aderire al regime forfettario ti fa perdere una serie di costi che abbasserebbero ancor di più la tua base imponibile.

Quindi se con la deduzione analitica dei costi, riesci ad ottenere un reddito imponibile minore di quello ottenuto con il coefficiente di redditività, non ti conviene aderire al regime forfettario.

 

Non solo, il regime:

non prevede alcun beneficio derivante dalle deduzioni e dalle detrazioni fiscali, come ad esempio: detrazioni per familiare a carico, per interessi passivi su mutui abitazione principale. Deduzioni e detrazioni che riducono sensibilmente il reddito imponibile;

siccome il predetto regime stabilisce che le cessioni di beni e servizi sono tutti fuori campo IVA, tutti i soggetti aderenti non possono detrarre nemmeno l’IVA. Però, al contempo, gli acquisti vengono fatti con IVA e non detrarre l’IVA su questi, costituisce un costo per la tua impresa.

 

Se invece si è in posseso di un reddito elevato, che può essere quello da lavoratore dipendente, allo si, conviene passare al regime forfettario perché si evita di essere assoggettati agli scaglioni dell’IRPEF.

 

Alla luce di tutto ciò…

 

Non è assolutamente vero che, per risparmiare tasse, è necessario aderire al regime forfettario. Siccome l’unica pianificazione fiscale riguarda la riduzione dei contributi INPS, che resta invariata, è bene che tu valuti, sulla base di quanto detto se realmente ti conviene aderire al regime o meno. 

 

Proprio per questo è fondamentale conoscere come pianificare la fiscalità della tua azienda in modo preciso e strategico perché solo così puoi ridurre veramente la pressione fiscale ed evitare la classica mazzata di F24.

 

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