Operazioni IVA: Tipologie presupposti e classificazione

Marzo 27, 2019 | in

Quando devi emettere una fattura devi stare prestare molta attenzione nell’inserimento dei dati obbligatori previsti dalla legge. Quello che genera maggiore confusione nel predisporre una fattura è il trattamento dell’IVA visto che, in Italia, abbiamo varie operazioni ai fini dell’imposta.

 

In questo articolo ti spiegheremo per prima cosa quando devi applicare l’IVA, così da poter emettere una fattura senza alcun problema.

 

I 3 presupposti per l’applicazione dell’IVA

 

L’applicazione dell’IVA avviene se, obbligatoriamente, vi sussistono i seguenti presupposti:

 

  • presupposto oggettivo, stabilisce che, l’applicazione dell’IVA, è possibile solo se si tratta di operazioni in cui vi è la cessione di beni o la prestazione di servizi;
  • presupposto soggettivo, stabilisce che, l’applicazione dell’IVA, deve essere fatta nell’esercizio di un’attività che può essere professionale o imprenditoriale;
  • presupposto territoriale, stabilisce che, l’applicazione dell’IVA, può essere fatta solo se l’operazione sia effettuata in Italia.

 

Operazioni fuori campo iva

Le operazioni fuori campo IVA, invece, sono operazioni in cui manca almeno uno dei tre presupposti sopracitati. Ad esempio:

 

  • un cittadino privato che vende la propria auto (mancanza del presupposto soggettivo);
  • prestazione di un lavoro subordinato o il pagamento di un ipotetico risarcimento danni (mancanza del presupposto oggettivo);
  • la vendita di un bene situato all’estero (mancanza del presupposto territoriale). (approdondisci operazioni fuori campo IVA e partita IVA cessata)

 

Classificazione operazioni IVA

 

In base all’esistenza o meno di uno dei tre presupposti sopra citati è possibile distinguere le seguenti tipologie di operazioni IVA:

  • imponibili;
  • non imponibili;
  • escluse;
  • esenti.

 

Operazioni imponibili

 

Le operazioni imponibili sono quelle operazioni in cui sono presenti tutti e tre i presupposti per l’applicazione dell’IVA. Si tratta di tutte quelle operazioni di scambio di beni o prestazioni di servizio effettuate:

  1. nell’esercizio di attività d’impresa o professionale;
  2. nel territorio italiano.

 

Queste operazioni, in base al tipo di prestazione o bene ceduto, possono essere soggette a 4 aliquote:

  • 4%, beni di prima necessità;
  • 5%, erbe o piante aromatiche o per alcune tipologie di operazione effettuate dalle cooperative sociali;
  • 10%, aliquota per così dire intermedia;
  • 22%, aliquota ordinaria.

 

Operazioni non imponibili

 

Le operazioni non imponibili sono quelle operazioni dove manca uno, o addirittura due dei tre presupposti detti.

Un’operazione non imponibile potrebbe essere la cessione all’estero poiché manca il presupposto di territorialità; mentre invece sono presenti gli altri due presupposti, quindi: cessione di beni o prestazione di servizi nell’esercizio di attività d’impresa.

 

Fanno parte di questa categoria:

  • le esportazioni;
  • le operazioni intracomunitarie;
  • i servizi connessi ad attività internazionali nonché le operazioni inerenti al servizio nautico ed aeronautico.

 

Pertanto, per farti un esempio breve, se cedi un bene nei confronti di un soggetto situato negli USA non sei tenuto ad applicare l’IVA. Questo perché la merce da cedere è presente in Italia, ma poi verrà ceduta in uno stato estero.

 

Operazioni esenti

 

Le operazioni esenti, invece, sono tutte quelle operazioni che soddisfano tutti e tre i requisiti ma che, per ragioni di opportunità economica e sociale, il legislatore ha deciso che non deve essere applicata l’IVA.

 

Si tratta delle classiche operazioni esenti IVA articolo 10 che, nonostante tutto devono essere fatturate e contabilizzate come le altre. Possono far parte di questa categoria, ad esempio:

  • le prestazioni mediche;
  • gli interessi per dilazioni di pagamento.

 

Operazioni escluse

 

Infine, abbiamo le operazioni escluse, ovvero le operazioni che all’interno di una fattura li distingui appena vedi la dicitura “escluse articolo 15 del d.p.r. 633/1972”. Possiamo definirle come quelle operazioni che non danno luogo a particolari obblighi e nemmeno vanno ad incrementare il volume d’affari e dove non è presente il presupposto oggettivo.

 

Possono rientrare in questa tipologia, ad esempio:

  • gli interessi moratori;
  • abbuoni e sconti applicati al valore normale del bene;
  • l’importo sugli imballaggi.

 


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