Scritture contabili irregolari: quando scatta l’accertamento

Giugno 4, 2019 | in

Se hai un’attività, indipendentemente dalle dimensioni e dal fatturato, sai che devi tenera la contabilità e, se le scritture contabili risultano essere irregolari o inattendibili, stai attento perché scatta l’accertamento.

 

Le scritture contabili irregolari, se errate, andranno ad alterare il reddito imponibile sul quale quale poi devono essere calcolate le tasse da pagare e, molto spesso, la loro irregolarità, porta ad una riduzione del reddito e quindi a pagare meno tasse rispetto a quelli che dovresti pagare realmente. Infatti è proprio grazie scritture contabili, che sono le rappresentazioni dei movimenti economici e finanziari della tua azienda, che viene stabilito il reddito imponibile.

 

Quando si verifica una cosa del genere, l’Agenzia delle Entrate, infatti, è dotata di numerosi strumenti che le danno il potere di rettificare il reddito imponibile che hai dichiarato. In particolare, l’AdE, attraverso il c.d accertamento analitico, bansandosi sui dati relativi alle scritture contabili della tua azienda, può rilevare:

 

– sia la presenza di elementi positivi (reddito) che non ha dichiarato,

 

– sia l’inesistenza di elementi negativi (costi che non possiamo reputare deducibili),

 

e da quei dati ricostruire il reddito e farti pagare le tasse.

 

E se i fatti sono più gravi del previsto?

Quando la situazione è più grave del previsto, scatta invece il c.d. accertamento induttivo puro. Questo tipo di accertamento scatta, e qui devi stare molto attento, quando le irregolarità sono ripetute nel tempo e fanno si che la struttura contabile anche di più anni possa risultare tutta falsata.

Anche in questo caso, l’AdE, ha il potere di ricostruire e determinare il reddito sul quale poi ti graveranno le tasse. A differenza di prima, per determinare il tuo imponibile fiscale, non andrà a guardare i dati della tua contabilità, ma si potrà basare anche solo su una parte di queste.

Non necessariamente deve andare a prenderle tutte, perché attraverso un procedimento empirico, riesce a ricavare il reddito e farti pagare. Infatti, osserva quei pochi dati della contabilità della tua azienda e poi fa una deduzione di quello che sarà il risultato finale, ossia il reddito da tassare.

Questo è quanto affermato e ribadito addirittura ordinanza n. 3290 del 05 febbraio del 2019 della Corte di Cassazione, la quale afferma testualmente che, in caso di contabilità inattendibile, l’AdE, è tenuta a rideterminare il reddito attraverso un processo analitico ed induttivo.

Ma ti conviene arrivare a questo stato? Non sarebbe più opportuno tenere la contabilità in maniera regolare? Sicuramente sì, perché l’AdE potrebbe arrivare a ridisegnare un reddito imponibile anche maggiore di quello che potresti avere se facessi le cose in maniera regolare e precisa.

L’accertamento può scattare anche…

 

Oltre nel caso sopracitato, ovvero quando si tratta di contabilità inattendibile, l’accertamento, in particolare quello induttivo, scatta quando:

 

non hai dichiarato il reddito nella dichiarazione;

 

nel verbale redatto dai funzionari dell’AdE, risulta che tu, per cause di forze maggiori, non hai dato la disponibilità delle scritture contabili (sostanzialmente li hai tenute nascoste per occultare qualcosa);

 

quando non hai dato alcun seguito agli inviti a presentarti, da parte dell’AdE

a dare maggiori informazioni.

 

Dunque, anche se le tasse sono elevate, la tenuta contabile deve essere sempre precisa e regolare, altrimenti alteri la dichiarazione e se lo fai solo per pagare meno tasse, sbagli! Perché, per pagare meno tasse, non hai bisogno di utilizzare questi stratagemmi: ti basta chiedere una CONSULENZA GRATUITA, dove un pool di commercialisti specializzati nel risparmio fiscale, saprà darti la soluzione più idonea alle tue esigenze.


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