Token criptovaluta: aspetti fiscali nella cessione di Token

Giugno 26, 2019 | in

La tecnologia ha stravolto ormai la vita quotidiana di ognuno di noi. In tutto ciò, il mondo delle imprese non sta di certo a guardare, tant’è che, se necessiti di un finanziamento, non sei obbligato, come avveniva in passato, a recarti in banca. Oggi, grazie alla tecnologia hai diversi canali di finanziamento.

 

Se hai una società ed hai un’idea o un progetto innovativo che intendi realizzare, ma non disponi dei fondi necessari per poterlo portare a termine, puoi ricorrere alla criptovaluta.

 

Infatti, puoi emettere delle valute virtuali, come possono essere i Token e venderli al pubblico. Questo meccanismo prende il nome di ICO (Initial Coin Offering), in cui chi è interessato compra il Token e solo dopo l’acquisto gode di determinati diritti dovuti da questa proprietà.

 

Sostanzialmente cosa avviene? 

Se tu, come società, emetti un Token, ottieni dal potenziale compratore un controvalore, però in valuta virtuale, che, realisticamente, lo dovrai convertire in valuta corrente per poter finanziare il progetto innovativo.

 

Dal canto suo, chi compra, cosa riceve? 

Riceve il diritto, nel momento in cui il progetto è realizzato, di poter acquistare o utilizzare il prodotto o servizio. Parliamo così di:

 

– utility token, ovvero token che danno il diritto ad utilizzare un prodotto (ad esempio un software che la società emittente intende realizzare con quei fondi raccolti).

 

Alternativamente, invece, si può aprire una strada diversa. Parliamo così di:

 

– security token, in questo caso l’investitore ha diritto alla distribuzioni di eventuali dividendi futuri nonché il diritto di poter votare su determinate materie.

 

O ancora cedere il Token ad un altro soggetto e ricevere subito il suo guadagno.

 

Aspetti fiscali della cessione di Token criptovaluta

 

Avendo spiegato come funzionano i Token criptovaluta, andiamo ora a vedere come questa valuta virtuale deve essere trattata a livello prettamente fiscale, in particolar modo quando decidi di cederli.

 

 Sotto questo aspetto, infatti, è necessario fare una distinzione tra:

 

  • cessione verso un privato consumatore;
  • cessione verso i dipendenti della tua società.

 

Allora, partendo dalla cessione verso privati, ed in particolare sotto l’aspetto IVA, quando cedi gli utility token, tale cessione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, viene vista come una tipica movimentazione finanziaria e, come tale non ha alcuna rilevanza IVA. Inoltre, non li puoi paragonare come un anticipo per la cessione di bene o prestazione di un servizio, cui gli stessi Token danno però diritto. 

 

Quindi, niente IVA! 

 

Per quanto riguarda invece l’IRES, se tu come società cedi utility token, anche in questo caso, siccome è vista come solo una movimentazione finanziaria, il Fisco dice che non è rilevante, quindi non gli devi nulla.

 

Concorre, invece, alla formazione della base imponibile, sulla quale poi verrà applicata l’IRES nel momento in cui entrano nel Conto Economico (tranne per le micro-imprese) e quando effettui la cessione del bene o del servizio.

 

La cessione degli utility token, inoltre, non concorre alla formazione della base imponibile IRAP e, come tale, non devi nemmeno in questo caso nulla al Fisco.

 

Assume invece rilevanza fiscale, quindi soggetta a tasse, quando la moneta virtuale rimane di proprietà della tua società, quindi non la cedi. In questo caso deve essere valutata in base al cambio vigente al momento della chiusura dell’esercizio. 

 

E se cedi i Token ai dipendenti?

 

I Token, devi sapere, li puoi utilizzare anche per pagare i tuoi dipendenti.

Quando decidi di utilizzare gli utility token per poterli dare ai tuoi dipendenti o al tuo amministratore, nel caso in cui non fosti tu (se sei tu, il compenso tocca a te) questi vengono classificati come reddito da lavoro dipendente e quindi sono soggette a ritenuta d’acconto.

 

Ma se il compenso non supera la soglia pari a 258,23 Euro è totalmente esente, quindi non devi nulla al Fisco. Quindi anche in questo caso sei fiscalmente immune.

 

Quando, invece, il soggetto, che deve ricevere il compenso, non è legato alla società, le cose cambiano, poiché tale compenso viene classificato come reddito diverso e, proprio per questo, soggetto ad imposta sostitutiva con aliquota del 26%.

In questo caso si tratta di soggetti che, decidono di acquistare il Token solo per poter utilizzare, una volta portato a termine, ad esempio il software che ha realizzato la tua società.

 

Dunque, se hai un progetto innovativo, ma non hai soldi per finanziarlo, ora sai che puoi farlo attraverso una ICO, di cui abbiamo già parlato in anteprima. Ovviamente, il tema fiscale è la cosa più importante, perché ogni qualsivoglia errore può essere pagato a caro prezzo, pertanto se hai dubbi o necessiti di ulteriori info, richiedi la tua CONSULENZA GRATUITA.


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